martedì

Raccontando emozioni.



Era una sera come tante, una di quelle che iniziano davanti alla tv e finiscono sotto le lenzuola.
La loro storia, anche se nessuno dei due aveva osato definire il loro rapporto come una vera e propria storia, era nata un po’ per gioco; si incontravano quasi ogni venerdì sera, ma senza fare coppia fissa, anche se ogni incontro finiva sempre allo stesso modo.
Ma a poco a poco, dopo qualche mese, nei loro cuori si stava via via consolidando un sentimento che andava oltre la semplice amicizia, che cresceva in segreto sempre più.
Nessuno era abbastanza coraggioso da ammetterlo a sé stesso, né tanto meno all’altro, così continuavano a frequentarsi con la semplice scusa di essere compagni di letto, nulla più.
Era Dicembre quando, in quel piccolo pub di periferia protetto dal gelo, Giorgio notò per la prima volta quella bellissima ragazza dai capelli color oro seduta per caso nello sgabello accanto al suo.
E fu sempre quella sera che scoprì la bellezza del suo corpo nudo, bianco come la neve.
Al di là di ciò che si potrebbe immaginare, lei, Serena, non era di certo una di quelle ragazze che si potrebbero definire facili, ma quella sera gli occhioni verdi e così penetranti di quel ragazzo dai riccioli castani l’avevano incantata e non aveva potuto fare a meno di cedervi.
E così, come quella sera, anche questa si erano ritrovati a fare l’amore assieme.
Era notte fonda, forse mancavano poche ore all’alba, quando lui si svegliò; aprì gli occhi un po’ intontito, con ancora un filo di sonno, e si trovò davanti lo spettacolo più bello che avrebbe potuto accoglierlo: lei ancora al suo fianco.
Era la prima volta che restava a dormire a casa sua, con la scusa di non poter tornare a casa in scooter con quel temporale, così Giorgio decise di approfittare della situazione per concentrarsi su tutti i dettagli che non poteva osservare mentre lei era sveglia.
Girata di spalle, i suoi riccioli biondi cadevano lenti sul letto, un po’ scompigliati per via di ciò che i loro corpi si erano scambiati qualche ora prima.
Il lenzuolo le copriva a malapena le gambe, lasciandole nuda la schiena e il sedere perfetto.
Giorgio la guardava estasiato, non gli era mai capitato, durante una notte passata con una donna, di svegliarsi ed aver voglia non solo di far ancora sesso, ma anche di sentirla con tutti gli organi sensoriali di cui il suo corpo era disposto.
Voleva osservare i particolari del suo fisico, annusare la singolare fragranza del suo profumo, ascoltare il monotono suono del suo respiro regolare, accarezzare il suo corpo nudo senza svegliarla, assaporare la dolcezza della sua pelle.
Così, con l’animo pieno di desiderio, si avvicinò al corpo di lei e le sfiorò delicatamente con le labbra la schiena scoperta, per sentirla un po’ più sua.
Ma lei, che come lui era tormentata da pensieri del genere, non era del tutto addormentata, così non appena sentì il caldo respiro di Giorgio inondarle il corpo, aprì gli occhi.
“C’è qualcosa che non va, Giorgio?” domandò lei, iniziando a girarsi per guardarlo in faccia.
“No Sere, non girarti!” esclamò lui a voce bassa,  bloccandola con un abbraccio “Voglio restare attaccato a te così, mentre tu dormi”
“E’ una cosa troppo sdolcinata per i tuoi gusti, no?” lo punzecchiò lei, approfittando di quella situazione dolcissima.
“Forse, ma non mi importa. Adoro sentire il tuo cuore che batte fortissimo mentre ti stringo a me. Ti fa quasi sembrare mia”
A quel punto, lei raccolse tutto il coraggio che aveva in corpo e, dopo essersi delicatamente girata per guardarlo negli occhi, disse:
“Beh, non hai mai pensato all’idea che io possa diventare tua?”
Lui si perse nelle calde sfumature dei suoi occhi color miele, mentre quelle parole gli rimbombavano nelle orecchie e nel cuore.
Le afferrò dolcemente il viso fra due mani e la baciò con decisione, rispondendo alla sua domanda con un incontro di labbra colmo d’amore.
“Serena, fanculo a tutto il resto. Io ti amo.” esclamò deciso, sempre col suo volto fra le mani.
Lei resto quasi paralizzata, con nel cuore solo una risposta, ma nella mente troppe parole.
“Perché mi stai dicendo questo, sai che non è vero.” disse infine, distogliendo lo sguardo imbronciata.
Lui lo seguì, costringendola a guardarlo ancora negli occhi. Poi, con tono di voce serio e deciso, ripeté: “Ti amo, Serena.”
L’uragano di sentimenti che animava il suo animo s’impadronì di lei, che salendogli addosso, a pochi centimetri dalle sue labbra rispose un semplice, ma altrettanto difficile: “Anch’io.”
Fu così che, proprio quella sera a distanza di quattro mesi dalla loro prima volta, fecero di nuovo l’amore, ma con la consapevolezza che l’uno apparteneva all'altra.

©Fantasia

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