domenica

Carpe diem; cogli l'attimo. Capitolo venti.




Capitolo venti.

Quanto amore siamo capaci di ricevere senza darne in cambio? Quanto amore è in grado di contenere il nostro corpo senza sentire la necessità di donarne altro? Quanto egoisti riusciamo ad essere se non diamo amore a chi ci ama?
Andrea è una di quelle persone che amano a prescindere da tutto il resto, amano non perché te lo meriti o perché chiedi amore, amano e basta, senza pretese, perché il cuore lo comanda. Ed è una di quelle persone che con il suo amore riesce ad illuminare le tue giornate, la tua vita, riesce a donarti qualcosa in più di sé, e riesce, giorno dopo giorno, a farsi amare.
Quella notte mi lasciai abbandonare all’idea che forse anch’io ricambiavo il suo amore, che forse anch’io potevo riuscire a donare qualcosa di me a qualcun altro. Lasciai che la mia mente fantasticasse libera fra la candida dolcezza di quel pensiero, che assaporasse il gusto delicato di ciò che ne derivava.
Sapeva di buono, di mandorle appena sgusciate o di cioccolata al mou.
Sapeva di pomeriggi passati assieme, di coccole sul divano dopo cena, di carezze delicate dopo aver fatto l’amore la sera, sapeva di sicurezza e serenità.
Dopotutto cosa c’è di sbagliato nell’amare e nel lasciarsi amare, nel permettere a qualcun altro di prendersi cura di te e di proteggerti da te stessa?
La luce presuntuosa dalla finestra semi aperta, portando con se una leggera afa tropicale tipica di quei giorni di fine estate. Il caldo di quei giorni era indescrivibile, qualcosa di insopportabile. Eppure, nonostante avessi il corpo inerme di Andrea accanto come ennesima fonte di calore, in quel letto da una piazza e mezzo e le lenzuola bianche ci stavo bene, e finalmente riuscivo ad ammetterlo anche a me stessa.
Fermi tutti! Letto?
Spalancai nuovamente gli occhi, stranita. Andrea dormiva a pancia in giù, avvinghiato al cuscino, con la schiena completamente nuda e abbronzata che spiccava dalle federe bianche del letto della sua camera.
Mi alzai a sedere, togliendomi di dosso quel po’ che restava del lenzuolo che mi copriva il corpo, e mi strofinai gli occhi con le mani. Mi guardai bene attorno, costatando per l’ennesima volta che mi trovavo in camera da letto e non in salone, dove mi ero addormentata la notte prima.
Sorrisi, colta all’improvviso da una piacevole sensazione di calore al petto.
Evidentemente, Andrea, svegliandosi nel cuore della notte, aveva pensato bene di prendermi in braccio e mettermi comoda a letto, cedendomi persino il posto accanto alla finestra.
Non ero abituata a gesti simili, tanto semplici quanto dolci, e questo mi prese alla sprovvista, lanciandomi in un pozzo di emozioni nuove e forti, mai provate.
Era questo che si sentiva ad essere amati? Era questo tutto ciò da cui fuggivo da una vita, senza una spiegazione razionale?
Presi la macchina fotografica di Andrea, che se ne stava ignara sul comodino accanto al letto, e mi distesi di nuovo accanto a lui.
Mi avvicinai al suo volto, ne accarezzai i lineamenti non troppo definiti e passai una mano fra i suoi capelli scuri e ribelli.
Lui continuò a stringere in suo cuscino e a tenere gli occhi chiusi, mentre con le labbra faceva una smorfia compiaciuta.
Avvicinai le labbra al suo collo, lo baciai dolcemente e risalii fino al suo orecchio.
Mi ero sempre chiesta che faccia avesse l’amore, se portasse i dolci lineamenti di una donna o se invece avesse la mandibola pronunciata di un uomo, o ancora se avesse occhi azzurri o color miele.
In quel momento mi accorsi di aver finalmente trovato una risposta: l’amore aveva la faccia di Andrea.
“Ti amo anch’io, Andrea” gli sussurrai dolcemente, con le labbra appoggiate sul suo orecchio.
Mi allontanai lentamente da lui e guardai incuriosita il suo viso attraverso l’obiettivo della fotocamera, immortalando in una fotografia le sue labbra incurvate lievemente all’insù, immortalando la faccia dell’amore.
Clic.

15 commenti:

  1. ma tu ci prendi in giro quando dici che non ti è venuto tanto bene?! è una meraviglia questo capitolo, come gli altri del resto

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    1. No davvero, non sono una di quelle che lo dice solo per sentirsi fare complimenti, ma perché penso veramente che sarebbe potuto venire meglio.
      Ti ringrazio comunque :3

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  2. un bellissimo capitolo come tutti gli altri ...

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  3. è tenerissimo!! proprio proprio bellooo!! <3

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  4. Criticarsi all'esasperazione ti assicuro che non porta a molto di buono, ma se è una semplice e pura insoddisfazione non può fare che bene, ci incazziamo e miglioriamo.
    Mi piace come scrivi, sul serio. Sono riuscita ad immedesimarmi.
    Ah, volevo ringraziarti per essere passata dal mio blog <3 E se coraggiosamente ti chiedessi una collaborazioncina?

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    1. collaborazione? mi incuriosisce! Io non posso, comunque, fare a meno di ringraziare te per avere addirittura letto ciò che scrivo e per la tua gentilezza.

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  5. Anzi, parliamone su fb se ti va: http://www.facebook.com/camillagiacomelli

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    1. Ti ho aggiunta, mi chiamo Jenny Platia ;)

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  6. Scritto in maniera oscena? Non pensarlo nemmeno per sogno è qualcosa di stupendo, anzi qualcosa di ancora più forte. Mi dispiace solo che sia un po' corto, ma è una piccola perla questo testo molto rara perché in giro non si possono trovare persona che scrivono come te, sei veramente troppo brava. Meriti di pubblicare un libro il prima possibile, complimenti. <3

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    1. Ahi ahi Eli, magari riuscissi a farlo! Grazie davvero tanto, per osceno io intendevo proprio che questo, che non sono riuscita ad ampliarlo per bene, ma vabbè.

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  7. meravigliosoo!! mi è venuta la pelle d'oca!
    spettacolare cm sempre Je <3

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