lunedì

Carpe diem; cogli l'attimo. Capitolo venticinque.




Capitolo venticinque.

Andrea non mi mollò un attimo per tutto il resto della settimana che seguì, restò al mio fianco ogni giorno, allontanandosi solo di tanto in tanto per tornare a casa sua, quasi cacciato da me.
Il suo amorevole tentativo di distrarmi dal non-arrivo della lettera della SASF mi innervosiva quasi quanto il vedere la cassetta della posta vuota o piena solo di inviti a serate mondane per Eva, ma dopotutto non potevo sfogare ogni mia frustrazione su di lui.
Mi lasciai trascinare in giro per Catania, che sembrava conoscere come le sue tasche, ogni pomeriggio e cercai di accantonare, almeno quando stavo con lui, ogni mio malumore e rimandarlo alle poche ore in cui mi lasciava da sola. Passammo la settimana fra mercatini e vie caratteristiche, spostandoci nella nostra spiaggetta durante il tardo pomeriggio per concederci quegli ultimi bagni della stagione.
I giorni passavano troppo in fretta, il sole sembrava sorgere e tramontare in poche ore e così volò anche quella settimana. Eravamo già quasi a metà settembre, il corso sarebbe iniziato il 20, appena cinque giorni dopo, ed io ancora non avevo ricevuto la lettera d’ammissione.
Fu così che all’ansia seguì, inevitabile, la rassegnazione. Diventai suscettibile ed acida, iniziai a sdegnare tutto l’amore che Andrea continuava a donarmi e la sua presenza finì persino per darmi fastidio, tanto che, quando arrivati a sabato mi disse che quella settimana avrebbe dovuto aiutare Carlo con il lavoro, tirai un sospiro di sollievo all’idea di non vederlo più girarmi intorno.
Mi rinchiusi in camera mia, trascorrendo le giornate sul mio letto e lasciandomi cogliere da crisi di pianto un’ora si ed una no.
Ero proprio nel bel mezzo di una di queste, quando il mio telefono squillò e sullo schermo apparve minaccioso il nome: Papà.
“Pronto Giulia?” disse la sua voce roca ed altisonante.
“Si, papà. Ciao.” risposi, cercando di trattenere i singhiozzi.
“Che ti è successo? Non ti hanno ammessa a quel corso, vero?”
“No.”
“Te l’avevo detto, dannazione! Tu e le tue stupide ambizioni, non hai ancora capito che i sogni nella vita portano a poco? Bisogna farsi il mazzo, Giulia.”
Continuò a farmi la predica per ben dieci minuti, nei quali le lacrime ormai avevano preso il pieno controllo sul mio viso.
“Per questo mese passi, ma ad ottobre torni a casa, sia chiaro” e così agganciò.

Andrea iniziò il corso di fotografia, entusiasta come non mai. Non smetteva di ripetermi quanto gli dispiacesse che non fossi lì con lui, ma a me delle sue parole importava ben poco. Si vedeva dai suoi occhi che brillavano quanto gli piacesse quel corso, quanto lo facesse stare bene fare ciò che più gli piaceva.
Era così felice che non ebbi il coraggio di dirgli che da lì a poche settimane ci saremmo dovuti lasciare.
Non volevo tornare a Leni, il solo pensiero non mi faceva chiudere occhio la notte, neanche quando nel mio letto c’era lui a tenermi abbracciata dopo aver fatto l’amore. Ormai neanche quello riusciva a farmi stare bene, sembrava quasi che il mio corpo fosse stato svuotato e riempito di gelo. Mi sentivo come un unico pezzo di pietra incapace di provare alcun sentimento, incapace d’amare.
L’amore per Andrea che credevo colmasse il mio cuore si rivelò invece essere qualcosa di debole e insoddisfacente, un forte desiderio di rinascita sbocciato in una cotta estiva che ormai non mi bastava più.
Durante le notti che passavamo assieme mi soffermavo a guardare quel viso da ragazzino nella penombra della stanza, mentre lui dormiva beato, ignaro di cosa covasse nel mio cuore. Era chiaro a tutti che lui mi amasse fin troppo, che tutto ciò che io provavo per lui non aveva nulla a che vedere con l’amore incondizionato che lui mi donava con ogni suo gesto.
Fu durante una di quelle notti che mi resi conto che ormai ero in trappola.
Andrea non meritava una delusione da parte mia ed io, d’altro canto, non avrei mai voluto fargli del male. Fu allora che iniziai a sperare che il suo amore bastasse per entrambi.

11 commenti:

  1. Vi aspettavate questa reazione da parte di Giulia?

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  2. nooooooooooo!!! ma perchè?! Eva di me**a!! tutta colpa sua! -.-
    Comunque bello come sempre!

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    1. Valeria non dare tutta la colpa ad Eva. Giulia ha un carattere instabile, è un po' lunatica, istintiva e si lascia travolgere troppo da ogni situazione.
      Il racconto sta prendendo la prima piega decisiva (se controllate sull'elenco dei capitoli infatti è iniziata la parte due), la vita di Giulia inizierà a prendere una piega diversa e lei stessa capirà cosa vuole (o non vuole) dalla sua vita.

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    2. non so come tu possa dire che non sei abbastanza brava -.-'' sei veramente brava! cioè hai già tutto in testa! non so come spiegarmi.. i tuoi libri sono pieni di colpi di scena, suspance, romantici, realistici.. bo sei meravigliosamente brava!ed hai solo 16 anni! quando sarai pi grande credo diventerai una meravigliosa scrittrice! te lo auguro con tutto il cuore!!

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    3. Non sai quanto lo spero, Vale :)
      Grazie ancora di tutto.

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  3. Ciao! Ti ho taggata sul mio blog!

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    1. Ciao, appena ho due minutini di tempo lo faccio ;)
      Ah, spero tu voglia seguirmi, comunque. kisses.

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  4. oh no!! perchè destino crudele!! mi dispiace troppo cioè a me Giulia ed Andrea piacevano tantissimo insieme...purtroppo tutta la colpa non si può addossare ad Eva ma...qualcosa ha fatto: se non avesse bruciato la lettera ora Andrea e Giulia andrebbero a quel corso di fotografia insieme e sarebbe stato fantastico!! ma so che tutto si risolverà nel migliore dei modi qundi aspetterò trpitante il continuo ;) complimenti come al solito hai superato te stessa! <3

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    1. No Irene, conoscendo Giulia si sarebbe accorta ancor prima di ciò che realmente prova per Andrea standogli attaccata ogni giorno.
      Vedrete, vedrete.

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  5. Giulia sta cominciando un pò a deludermi sinceramente...
    Andrea mi fa moltissima pena...</3 ci sto rimanendo malissimo... spero che questa situazione si risolva...

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