venerdì

Il gioco dell'angelo.


E' ufficiale: Zafòn crea dipendenza.
Dopo aver letto Marina -mio unico e grande amore- e L'ombra del vento, mi sono avventurata fra le pagine di un altro libro di Zafòn che appartiene, con L'ombra del vento e Il prigioniero del cielo, al ciclo de Il cimitero dei libri dimenticati: Il gioco dell'angelo.

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Trama:

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria... Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, Zafón torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.



Il mio parere:

Un libro incentrato su scrittori maledetti da libri maledetti? Embè, cosa vuoi di più!
Divorato subito dopo aver letto L'ombra del vento, Il gioco dell'angelo fa ripercorrere ai lettori di Zafòn le vie di una Barcellona che ormai hanno imparato a conoscere e amare, attraverso personaggi e vite familiari. Saltando indietro di una generazione rispetto al suo precedente libro, Zafòn ci presenta un nuovo misterioso protagonista: David Martin.
Personalmente, dopo essermi perdutamente innamorata di Daniel Sempere, ci ho messo un po' ad accettare il povero David, un aspirante scrittore che finirà per vivere una vicenda tetra quanto i suoi libri. Chi è in realtà Andreas Corelli, il misterioso editore, a tratti folle e spietato, a tratti benevolo e cordiale? E perchè la vita di David sta prendendo una piega talmente simile a quella del maledetto Diego Marlasca?
Ora, io trovo che questo sia un libro da leggere almeno due volte per afferrarlo in pieno -a meno che io non sia diventata interdetta- perchè è talmente carico di misteri, punti interrogativi e perplessità che pur dopo averlo letto una volta non si riesce a svelarli tutti.
1. Spiegatemi, come si può magicamente il ghiaccio richiudere sopra la testa di Cristina? (e no, mi rifiuto di lasciar vagare la mia fantasia u.u)
2. Andreas Corelli è un angelo, un diavolo o babbo natale?
3. David si è sognato tutto? L'ensueno, la strega del Somorrostro, ecc?
4.COME DIAVOLO SI CHIAMA IL SEMPERE DI MEZZO?!

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